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Presentare al pubblico Carmelo Cacciola è per noi un grande piacere poiché egli è un
artista che dipinge, ma è anche un filosofo. Senza alcun dubbio ci convinciamo di questo
nel sentirlo dare spiegazioni circa il suo operato.
Se Dio è autore di tutto egli è, panteisticamente, in tutte le cose viventi e non
viventi ed è quindi padre e madre allo stesso tempo, per cui l’artista ha le sue ragioni
ad immaginarlo, tra l’altro, anche come un tubo sospeso nell’aria da cui, come da una
fonte, fuoriesce l’alito vitale. Un tubo, che visto dall’esterno, può ricordare l’immagine
fallica, ma non può sfuggire che l’interno dello stesso può far pensare al canale vaginale.
Però c’è dell’altro nei dipinti del messinese Carmelo Cacciola: vi sono reminescenze del
passato arcaico, rappresentazioni di scorci dell’esistenza quotidiana di sempre e vi è,
spesso, un filo che attraversa le cose, che li lega tra di loro; il filo della coerenza
massima e del primordiale ordinamento.
Dal punto di vista pittorico, il Cacciola è artista della scrupolosa nitidezza, un
professionista che fa tesoro degli insegnamenti che giungono dal grande Caravaggio al
quale la sua pittura è ispirata. Certamente sono la sensibilità, la fantasia, la profonda
formazione culturale e la cognizione delle regole coloristiche che fanno il pittore capace
di trasmettere le più intime espressioni dell’anima; e il Cacciola possiede tutto
l’armamentario che gli permette di dare lucidamente corpo alle sue idee, alle sue
sensazioni, ai suoi pensieri più reconditi.
Continua...
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